Incendi: Il WWF Lazio chiede alla Regione di ripensare le politiche in materia ambientale

Written by Redazione   
martedì, 31 luglio 2007
wwfIl grandissimo numero di incendi che sta interessando le aree protette della regione e del paese sono per lo più parte integrante di un disegno criminale, soprattutto contro parchi e riserve, come da sempre la nostra associazione evidenzia e come confermato dalla Protezione Civile e dal CFS. Una serie di spaventosi incendi ha colpito le coste del lago Albano di Castel Gandolfo, l'Artemisio, il Tuscolo e anche i Comuni di Marino e Ciampino, tutti incendi dolosi - come testimoniato dalle Autorità locali - che hanno distrutto centinaia e centinaia di ettari di area protetta.

In particolare riguardo all'incendio che lunedì scorso ha colpito le coste del lago, il WWF da tempo aveva sottolineato la pericolosità dell'abbandono del materiale di risulta dopo i tagli cedui dei boschi (tagli anche irregolari) che circondavano gran parte del periplo lacustre, che costituivano e costituiscono una miccia potenziale a favore dei malintenzionati.

"Bisogna intervenire immediatamente - dichiara Fabio Papa, Responsabile WWF Castelli Romani - sul territorio  per un maggiore controllo e una maggiore sensibilizzazione della cittadinanza, oltre ad un serio programma antincendio comune a tutto il territorio"

Colpite anche la Riserva Naturale Monte Catillo a Tivoli, e numerose aree protette romane, con gli incendi più gravi nella Riserva di Decima-Malafede, la più importante e preziosa.

A questo disastroso fronte di guerra, lo Stato non sembra contrapporre un efficiente apparato repressivo: i pochi incendiari catturati non restano mai in prigione e in barba alle leggi vigenti, sui terreni bruciati sorgono costruzioni, si pascola, si caccia impunemente.

Inoltre occorre aggiungere il clima di grave indifferenza nel quale è caduto il sistema delle aree naturali protette della Regione Lazio, per il quale si ritiene di sciogliere gli Enti di gestione di Parchi e Riserve solo recentemente insediati, dopo due anni di attesa, per non parlare poi degli inutili e faraonici progetti infrastrutturali che la stessa Amministrazione regionale prevede in territori già protetti o meritevoli di tutela, evidentemente alimentando le attese e l'intraprendenza di "interessi particolari".

"Dopo il dolore ancora vivo - dichiara Raniero Maggini, Presidente del WWF Lazio - per la perdita della pineta di Castel Fusano vediamo andare in fumo ancora boschi importanti come Castel Gandolfo: manca pianificazione e programmazione ed inoltre non è ammissibile rinviare ulteriormente la mappatura delle aree percorse dal fuoco, come prevede la norma in vigore, oggi largamente disattesa e che porrebbe altrimenti con i vincoli previsti un importante freno all'azione dei mandanti degli incendiari, come noto mossi da ragioni speculative. Alla Regione chiediamo non solo di ottemperare a quanto dovuto, ma anche di ripensare le scelte in materia di governo del territorio, di gestione delle aree protette e della fauna selvatica, è infatti necessario a fronte di fenomeni così gravosi come siccità e incendi, sospendere l'avvio della prossima stagione venatoria."

Scrivi un commento