Museo Civico "Umberto Mastroianni" di Marino
presenta
Brahim
Achir
"ParoleTaciute" In 30 pitture contemporanee
Dall'2
al 19 luglio
Vernissage 2 luglio 2010 ore 18.00
a cura
di
Gino Rossi e Rosanna Rago
Art Promoter Massimiliano
Andreacchio
Nella sede prestigiosa del Museo Civico
"Umberto Mastroianni" di Marino, si inaugura il 2 luglio 2010 la mostra
dal titolo "ParoleTaciute" del pittore Brahim Achir a cura di Gino Rossi
e Rosanna Rago Il progetto promosso dal Comune di Marino, con il
Patrocinio dell' Assessorato alla Cultura e dell'Ambasciata Algerina in
collaborazione con l' Associazione Culturale Mediterraneo, presenta 30
opere pittoriche eseguite dall'artista algerino nel corso dell'ultimo
triennio. Il ciclo iconografico che privilegia dipinti con figure
femminili, omaggiando tre reperti (I al III sec d.C) a tema custoditi
nel museo, trova perfetta collocazione nelle navate dell'antica Chiesa
risalente al 1102, rara testimonianza di architettura gotica nell'area
dei Colli Albani.
Dal 2000 sede del Museo Civico della città di Marino, dedicato allo scultore Umberto Mastroianni, che raccoglie l'eredità del vecchio Museo (Antiquarium) inaugurato nel 1904 dove erano conservate numerose e preziose testimonianze archeologiche e documentarie del passato cittadino. Al suo interno sono conservati infatti numerosissimi reperti, provenienti sia da quanto scampato al bombardamento di Palazzo Colonna (sede originaria del Museo), sia da recenti scavi e ritrovamenti effettuati nel corso degli ultimi anni. Il progetto installativo si basa sull'interazione tra i reperti archeologici e l'opera di Achir, in un contesto architettonico/storico di particolare suggestione.
"Siamo lieti di ospitare la mostra del pittore Brahim Achir presso il nostro Museo Civico - ha dichiarato il Sindaco Adriano Palozzi - questa iniziativa che si inquadra in uno spirito di dialogo tra i popoli che si affacciano sul "Mare Nostrum" vuole rappresentare un ideale ponte per avvicinare sempre di più le popolazioni e le culture fiorite sulle rive del Mediterraneo. L'iniziativa che si fregia del prestigioso patrocinio dell'Ambasciata d'Algeria in Italia si pone nel solco degli ormai numerosissimi eventi organizzati e promossi da questa Amministrazione".
Achir Brahim è artista algerino, o meglio maghrebino. Artista che ci offre una vasta gamma di citazioni, parlando una lingua internazionale che spazia dalla pittura di Piero Della Francesca, colta nella rotonda volumetria dei volti femminili, sino a quella di Balthus. Egli ha vissuto l'esperienza dell'appartenenza, della sottolineatura della sua identità culturale per poi riuscire a disappartenere e proiettarsi verso la cultura internazionale, senza venir mai meno ai fondamenti della sua origine. Achir ha ben appreso la lezione dei grandi maestri della pittura maghrebina, a partire da quel Khadda che tanto fece perché i giovani artisti del Maghreb si riappropriassero della loro "preistoria", depositata nei tempi della memoria, per poi proiettarsi sul palcoscenico della quotidiana esistenza internazionale. I personaggi che vivono le sue tele popolano antiche città carovaniere,falansteri dimenticati, preda della sabbia Sahariana dopo l'abbandono determinato da nuovi percorsi economici. Donne e uomini raffigurati hanno sguardi persi verso orizzonti infiniti; la loro fissità rimanda ad una matrice aliena, quasi a volere confermare quelle teorie per le quali la nostra terra, in tempi passati, è stata oggetto di visita da parte di popoli provenienti da spazi lontani. Gli stessi spazi urbani che Achir propone sono strutturati in modo da richiamare alcune scenografie cinematografiche, dove fantascienza, storia antica ed attualità tecnologica si incrociano. Achir annulla così, in pittura, con lo stesso metodo cinematografico, il diacronico scorrere del tempo. Le sue città mare, "città di scavi" sono sospese come lo sguardo fermo dei suoi personaggi: tutto è avvolto in fermo immagine senza tempo che filtra storia, tecnologia e nostalgia. Ocra e blu sono dominanti nella pittura di questo artista. Segnano in modo naturale, genetico, l'ocra del deserto ed il manto blu degli Amazigh, che nell'antica lingua nord africana Tifinagh significa "uomo libero" e cancella, come dice Fatema Mernissi, la parola berbero così carica di xenofobia. Il colore è dato sempre con forte matericità, per strati lenti e sovrapposti, formando grumi che contribuiscono a plasticizzare il "rappresentato". Le figure di donne dal collo lungo, così frequenti nelle iconografie di Achir, sembrano richiamare insistentemente il ritratto di Lucrezia Panciatichi del Bronzino. In posizione fortemente verticale contrastano l'orizzontalità dei piani di fondo. Ogni immagine è inquadrata in "composizioni rigorose e statiche, linearmente semplificate e cromaticamente equilibrate di sublime malinconica fredezza", che tanto ricordano la lezione di Felice Casorati nel ritratto di Silvana Cenni del 1922. Testo a cura di Maria Laura Perilli.
Museo Civico Umberto Mastroianni
Ex Chiesa di Santa Lucia - Piazza Giacomo Matteotti, 13 Marino (Roma)
Artista Brahim Achir in "Parole Taciute" In 30 pitture contemporanee -
Dal 2 al 19 luglio 2010
Sindaco Adriano Palozzi - Direttore Museo Alessandro Bedetti
Apertura al Pubblico: Mart. Dom. dalle 16.30 alle 19:00 - chiuso il
lunedì 06/9385681 - 069367373 -
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Anna Maria Gavotti
Funzionario direttivo
Servizio Staff
Comune di Marino
piazza della Repubblica, 1
00047 MARINO
tel.06/93662385
Fax 06/93668266
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